Epson sforna la sua ultima creazione tecnologica in fatto di robotica: un nuovo intelligente robot a due braccia, dotato di sensori cinetici che gli consentono di applicare precisamente la giusta aderenza agli oggetti, riuscendo a svolgere compiti difficilmente eseguibili da una macchina.

Il nuovo robot è infatti in grado di svolgere diverse azioni quasi autonomamente, potendo contare su delle braccia praticamente “umane”, perché progettate in base alla fisiologia umana, e su un’ampia serie di sensori integrati come fotocamere, sensori di forza e misuratori di accelerazione.

Un importante passo in avanti nel campo dell’automazione e della robotica, che dimostra ancora una volta la capacità crescente dei robot di modificare e rivoluzionare processi e risultati umani: gli esperti Epson svelano infatti il nuovo potenziale che il robot a due braccia rivestirà in settori importanti, come la medicina e la manifattura.

La nuova creazione di Epson, dotata di braccia, mani e occhi, è infatti perfettamente in grado di usare un cacciavite, potendo contare su una flessibilità di movimento e una precisione rigorosa nella “presa” degli oggetti, che gli consentono di utilizzare in maniera efficace anche strumenti piuttosto piccoli, come, appunto, un cacciavite.

Il robot intelligente è inoltre mobile, e questo permette all’utente di poterlo trasportare facilmente da un luogo all’altro, senza problemi.

Inoltre, grazie ai suoi sistemi di rilevazione immagini 3-D e asservimento visivo con quattro telecamere permanenti, l’androide è in grado di vedere la posizione delle parti nello spazio, anche se questa cambia durante il processo, e senza bisogno di effettuare alcuna calibrazione.

Un automa in grado di eseguire quasi l’impossibile, quindi, potendo contare su un’alta somiglianza fisiologica con l’uomo e con i suoi processi meccanici: è sufficiente programmare e specificare gli obiettivi, e il robot a due braccia creerà le sue traiettorie e azioni esattamente in base alle istruzioni ricevute.

Che dire, una nuova ventata d’innovazione e tecnologia, che sicuramente contribuirà ad arricchire ancora di più il know how e gli impieghi dell’automazione e della robotica, nel mondo.

 

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robotica

L’integrazione tra robotica e cloud porterà allo sviluppo di robot più efficienti e performanti: è quanto emerge dai risultati dell’ultima indagine di Frost & Sullivan, “Innovations in Cloud Robotics”, secondo la quale l’utilizzo di Internet nel settore robotica potrà incrementare qualitativamente le capacità comportamentali dei robot, attraverso un uso intelligente dell’ambito computazionale.

La robotica cloud, che prevede l’integrazione delle tipiche tecnologie del Cloud Computing con le funzioni di controllo e gestione dei robot, porterà infatti allo sviluppo di robot intelligenti dotati di maggiore efficienza computazionale: questo consentirà un risparmio energetico e, di riflesso, una riduzione dei costi di produzione.

Lo sviluppo di robot con prestazioni e accessibilità elevate consentirà di portare alla ribalta numerose applicazioni tecnologiche: “per il momento – sostiene Debarun Guha Thakurta, analista di Frost & Sullivan – “sanità, trasporti, robotica di consumo e produzione sono aree che possono trarre beneficio dall’utilizzo di risorse condivise e dall’eliminazione della necessità di gestire o aggiornare il software di robotica”.

È prevista quindi una forte crescita per il mercato della robotica di consumo, crescita che decreterà di riflesso la nascita di un relativo mercato commerciale il cui catalizzatore sarà proprio la robotica cloud.

Affinché la robotica cloud possa funzionare, è comunque necessaria una connessione Internet attiva: da questo punto di vista, “nelle aree con connettività limitata o assente, i robot che fanno affidamento sul cloud sono incapaci di funzionare efficacemente e di rispondere prontamente nel caso di situazioni critiche”, fatto oggettivo che potrebbe rappresentare un grosso limite, ma anche una sfida, spiegano gli analisti.

Anche perché, come spiega Dasgupta, analista di Frost & Sullivan, “la convergenza della robotica cloud con Big Data, context-aware computing e reti wireless ubique ad alta velocità, insieme all’utilizzo di sensori wireless avanzati, potrebbe risolvere i problemi legati alla connessione e a tempi di risposta lenti”.

Uno sviluppo tecnologico di grande importanza anche per Ferrazza, leader nell’automazione industriale a Vicenza, in Italia e nel mondo, che da sempre fa dell’innovazione uno dei punti chiave del proprio successo.

Che dire, i presupposti per uno sviluppo progressivo e performante della robotica cloud ci sono tutti e i semi, in parte, sono già stati piantati.

Non rimane allora che attendere i risultati, continuando ad investire tempo e risorse in questa grande opportunità di business del nostro tempo che è la tecnologia.

 

Fonte: www.corrierecomunicazioni.it

 

 

 

 

Si terrà il 9 giugno 2015 a Milano, dalle 9.00 alle 17.00, presso la sede Siri (viale Fulvio Testi 128, Cinisello Balsamo MI), una giornata di studio sui robot collaborativi interagenti con l’uomo.

 

I robot collaborativi sono in grado di interagire in maniera sicura con gli esseri umani, e non è difficile immaginare un futuro in cui questa collaborazione verterà non solo su ambiti prettamente industriali, ma anche di servizio, basti pensare a possibili applicazioni mediche o domestiche.

 

Le potenzialità della robotica collaborativa sono enormi, e, allo stato attuale, grazie soprattutto ai recenti sviluppi tecnologici e normativi, è possibile prevedere scenari concreti in cui i robot contribuiranno, assieme agli esseri umani, nel raggiungimento di una stessa attività.

 

L’evento, promosso da Anipla, Associazione Nazionale Italiana per L’Automazione, e Siri, Associazione Italiana di Robotica e Automazione, ha l’obiettivo di far conoscere a utilizzatori, ricercatori, costruttori di dispositivi, responsabili della sicurezza, integratori e docenti, gli innumerevoli ambiti di applicazione della robotica collaborativa.

 

Durante la giornata saranno illustrati aspetti tecnici, organizzativi e legali della robotica collaborativa, e sarà possibile mettere insieme diverse esperienze e diversi punti di vista.