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L’ISO 9001 e l’intelligenza artificiale

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L’AI Act

L’intelligenza artificiale è ormai parte integrante di qualunque piattaforma informatica, dai motori di ricerca alle app, fino ai social networks.

Proprio per questa diffusione è uscito il famoso AI Act, un quadro giuridico completo sull’intelligenza artificiale basato sul rischio, che promuove un’IA affidabile in Europa.

L’AI Act stabilisce delle norme basate su quattro livelli di rischio che vanno dal rischio minimo o nullo al rischio inaccettabile. Le aziende che usano strumenti di IA devono dunque dotarsi di un regolamento interno per l’uso di questi tool, ma è tutto qui?

La novità IA per i sistemi di gestione della qualità

Anche i sistemi di gestione della qualità non sono immuni all’intelligenza artificiale. Infatti, da settembre 2026 è entrata in vigore la nuova versione della normativa ISO 9001 che include anche l’IA nell’analisi del contesto delle organizzazioni certificate. Come con ogni sistema di gestione della qualità, tutto parte da un’analisi dei rischi e delle opportunità che un’azienda può incontrare nell’uso delle intelligenze artificiali.

Le opportunità possono essere l’automatizzazione di tutti quei processi ripetitivi o che richiedono molto tempo e risorse, dalla raccolta e catalogazione dei dati alla realizzazione dei manuali, fino alla gestione dei processi produttivi. Inoltre, le IA possono essere addestrate per formare i nuovi dipendenti o assisterli all’inizio della loro carriere, così da far fronte alla carenza di alcune figure senior qualificate.

Ovviamente occorre considerare anche i rischi legati all’uso di IA nelle aziende. Per funzionare correttamente, questi strumenti hanno bisogno di una grande quantità di informazioni che possono contenere dati personali o dati aziendali riservati. Questo può esporre le aziende a data breach, attacchi informatici o furto di informazioni.

Un altro rischio da non trascurare riguarda la correttezza delle informazioni che derivano dall’intelligenza artificiale. Infatti, per quanto le IA possano fornirci delle risposte complete e utili al nostro lavoro, dobbiamo sempre verificare che i prompt utilizzati e le risposte siano corrette. Qui entra in campo un altro aspetto delle IA, ovvero: non potranno mai sostituire un essere umano. Essendo prive di spirito critico e di verificare la correttezza delle informazioni, le IA dovranno sempre essere affiancate da un operatore umano che verifichi tanto i prompt utilizzati quanto le risposte che ci vengono fornite.

Cosa sta facendo Ferrazza?

Come azienda certificata ISO 9001, Ferrazza si è già dotata di un regolamento per l’uso di intelligenze artificiali. In questo regolamento Ferrazza fornisce le linee guida e le modalità d’uso dell’intelligenza artificiale, oltre a descrivere quali strumenti IA sono autorizzati.

Il regolamento di Ferrazza non si basa solo sul bisogno di averne uno per via dell’AI Act, ma si basa anche sul GDPR, sul regolamento di cybersicurezza di Ferrazza e sulla necessità di rimanere aggiornati con tutte le normative vigenti nel mondo industriale.