Riesce ad interagire e a conversare con gli esseri umani imitandone perfettamente i gesti, le emozioni e i comportamenti, grazie ad un sofisticato sistema di espressioni facciali che le consente di esprimere ben 62 diversi stati d’animo: stiamo parlando di Sophia, il robot umanoide creato dall’azienda Hanson Robotics, presentato nella sua ultima versione durante il Web Summit di quest’anno tenutosi a Lisbona dal 6 al 9 novembre scorso.

 

 

 

La donna-robot, che è stata modellata per assomigliare esteticamente a Audrey Hepburn, è in grado di parlare con gli esseri umani grazie al suo sofisticato software di intelligenza artificiale, che le consente di ricordare le conversazioni precedenti e imparare sia da queste, sia da Internet, a cui il suo sistema è connesso. L’androide Sophia è inoltre dotato di due microcamere installate negli occhi che le consentono di elaborare i dati visivi e il riconoscimento facciale, rilevando quindi la presenza degli interlocutori.

 

sophia

Ma la cosa più sorprendente è che Sophia è il primo robot al mondo ad ottenere la cittadinanza onoraria: una concessione incredibile che è stata riconosciuta dall’Arabia Saudita.

Nel corso del Web Summit di Lisbona, assieme ad uno dei suoi creatori, lo scienziato Ben Goertzel, Sophia ha presentato SingularityNet, la piattaforma decentralizzata rivoluzionaria basata sulla blockchain per la condivisione di ricerche e conoscenze sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale su cui il suo software è basato.

 

Durante l’evento Goertzel ha espresso la necessità di integrare le AI (Artificial Intelligence) con l’intelligenza umana: «Se vogliamo che le AI assorbano valori umani dobbiamo abituarci già da ora a convivere con loro. Solo in questo modo l’avvento di un’intelligenza artificiale generalizzata, superiore a quella umana, porterà un cambiamento positivo» – ha dichiarato Goertzel.

Una prospettiva interessante, che apre scenari e sfide affascinanti riguardo agli sviluppi di un’intelligenza artificiale sempre più sofisticata e “a misura d’uomo”.

Fonte: www.lastampa.it

 

Anche la nostra azienda Ferrazza, attiva nel settore dell’automazione industriale da oltre 30 anni, è certa che la robotica contribuirà a generare una grande rivoluzione; tuttavia, al fine di generare cambiamenti positivi, è necessario che questa rivoluzione si integri fin da subito con i processi operativi umani, nell’ottica di uno sviluppo che porti l’intelligenza artificiale a supportare il lavoro dell’uomo e non ad annullarlo.